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Pensioni · Approfondimento

Chi riceve l'assegno sociale nel 2026, e perché la residenza conta quanto il reddito

Non è una pensione e non dipende dai contributi: l'assegno sociale integra il reddito di chi ha almeno 67 anni e poco o nulla per vivere. Età, soglie, residenza e le regole sui soggiorni all'estero.

Importo pieno 2026
546,24 €
al mese, per 13 mensilità
Limite di reddito, persona sola
7.101,12 €
annui
Limite di reddito, coniugati
14.202,24 €
annui, reddito della coppia
Un uomo sulla settantina attraversa la piazza soleggiata di un paese del Sud con una borsa della spesa.
Fotografia illustrativa. Le persone ritratte non sono collegate ai casi descritti nell'articolo.
In questo articolo
  1. Che cosa è, e che cosa non è
  2. L'età: 67 anni nel 2026
  3. Le soglie di reddito
  4. Come si calcola l'importo
  5. Residenza e soggiorno
  6. I soggiorni all'estero
  7. L'incremento dopo i 70 anni
  8. La domanda e i controlli
  9. In sintesi

Lo chiamano ancora «pensione sociale», ma dal 1996 il suo nome è assegno sociale e la differenza non è solo di parole. Non serve aver versato contributi, e non serve aver lavorato. Serve avere almeno 67 anni, vivere in Italia da tempo e avere un reddito basso o nullo. Ed è proprio sul reddito, e sul calcolo che ne deriva, che si concentrano gli equivoci più frequenti.

Che cosa è, e che cosa non è

L'assegno sociale è una prestazione assistenziale: lo Stato garantisce un reddito minimo a chi, raggiunta l'età prevista, non ha mezzi sufficienti. Per questo funziona in modo diverso da una pensione. Non dipende dalla carriera, non si eredita (non genera pensione ai superstiti), non si può portare all'estero e viene ricalcolato in base ai redditi che si hanno.

Chi ha diritto a una pensione contributiva, anche piccola, la riceve comunque: se resta sotto le soglie, l'assegno sociale può integrarla fino al limite. Lo stesso vale per chi riceve una pensione di reversibilità modesta: quella somma conta come reddito, e l'assegno copre solo la differenza.

L'età: 67 anni nel 2026

Per il 2026 il requisito anagrafico è di 67 anni, lo stesso valido dal 2019. La legge di bilancio 2026 (legge 199 del 2025) ha stabilito che l'adeguamento alla speranza di vita per il 2027 sia di un mese anziché di tre, con l'aumento pieno dal 2028: per la pensione di vecchiaia l'INPS indica 67 anni e un mese nel 2027 e 67 anni e tre mesi nel 2028. Al 27 ottobre 2026, nelle istruzioni INPS che abbiamo consultato, non c'è ancora un'indicazione specifica per l'assegno sociale del 2027: chi compie 67 anni a cavallo tra i due anni farà bene a verificarlo prima di presentare la domanda.

Le soglie di reddito

L'importo pieno 2026 è di 546,24 euro al mese per tredici mensilità, cioè 7.101,12 euro l'anno. Questa cifra è anche la soglia di reddito per chi non è sposato. Per chi è coniugato la soglia raddoppia, 14.202,24 euro, ma si considera il reddito della coppia, non solo quello del richiedente.

Assegno sociale 2026, valori INPS (provvisori fino al conguaglio annuale)
Voce20252026
Importo mensile pieno538,69 €546,24 €
Limite di reddito, non coniugati7.002,97 €7.101,12 €
Limite di reddito, coniugati14.005,94 €14.202,24 €

I limiti 2025 sono l'importo annuo pieno, e il suo doppio, calcolati su 538,69 euro per tredici mensilità.

Non tutto quello che si incassa entra nel conto. Sono esclusi, tra gli altri, il trattamento di fine rapporto, il reddito della casa in cui si abita, gli arretrati soggetti a tassazione separata e una parte della pensione liquidata con il sistema contributivo.

Come si calcola l'importo

La regola è aritmetica: si prende il limite di reddito, si sottrae il reddito che si ha, e si divide il risultato per tredici. L'assegno pieno spetta a chi non ha redditi oppure, se è sposato, quando il reddito della coppia non supera 7.101,12 euro.

Esempio illustrativo
Tre persone, tre importi diversi
  • Giovanna, 68 anni, vedova senza altri redditi: riceve l'importo pieno, 546,24 euro al mese.
  • Franco, 70 anni, solo, con una piccola rendita di 3.000 euro l'anno: 7.101,12 meno 3.000 fa 4.101,12 euro, cioè 315,47 euro al mese per tredici mesi.
  • Lucia, 67 anni, sposata con un uomo che riceve una pensione di 9.000 euro l'anno: 14.202,24 meno 9.000 fa 5.202,24 euro, cioè 400,17 euro al mese.

Calcoli della redazione sulle soglie 2026, senza l'incremento per gli ultrasettantenni descritto più avanti. L'importo effettivo lo stabilisce l'INPS sulla base dei redditi dichiarati.

Residenza e soggiorno

Il secondo requisito, spesso sottovalutato, è la residenza. Servono la residenza effettiva in Italia e almeno dieci anni di soggiorno legale e continuativo nel paese. Vale per tutti, cittadini italiani compresi: chi ha vissuto a lungo all'estero e rientra da poco deve attendere di aver maturato il periodo richiesto.

Per i cittadini di paesi fuori dall'Unione europea serve inoltre il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, oppure lo status di rifugiato o di protezione sussidiaria.

I soggiorni all'estero

Poiché l'assegno sociale è legato alla vita in Italia, non si può riscuotere stabilmente da un altro paese. Un soggiorno all'estero di più di 29 giorni consecutivi sospende il pagamento dalla data di partenza. Se la sospensione dura oltre un anno, l'assegno viene revocato e per riaverlo bisogna presentare una nuova domanda, con tutti i requisiti.

Per chi ha figli o nipoti fuori dall'Italia è un dettaglio da tenere presente prima di organizzare una lunga permanenza: un mese pieno di visita può bastare a interrompere i pagamenti.

L'incremento dopo i 70 anni

Dai 70 anni chi riceve l'assegno sociale e ha redditi molto bassi può ottenere un incremento, previsto dall'articolo 38 della legge 448 del 2001. La tabella INPS per il 2026 lo indica in 202,05 euro al mese, con limiti di reddito di 9.727,77 euro per chi è solo e 16.828,89 euro per i coniugati. La legge di bilancio 2026 ha poi aggiunto 20 euro al mese e alzato il limite di reddito di 260 euro l'anno, con pagamento da marzo 2026 e arretrati di gennaio e febbraio.

Anche in questo caso l'importo effettivo dipende dai redditi: chi supera di poco la soglia riceve una parte dell'incremento, non tutto.

La domanda e i controlli

L'assegno sociale non arriva in automatico. Si chiede all'INPS online, con le proprie credenziali, tramite il Contact Center oppure, gratuitamente, tramite un patronato. Ecco i passaggi principali:

  1. Verificare di avere 67 anni compiuti e i dieci anni di soggiorno legale e continuativo.
  2. Raccogliere i dati sui redditi propri e, se sposati, del coniuge.
  3. Presentare la domanda e indicare i redditi previsti per l'anno.
  4. Comunicare ogni anno all'INPS le variazioni di reddito: l'importo viene ricalcolato e le somme pagate in più vanno restituite.

Chi ha più di 65 anni e un reddito familiare contenuto può inoltre avere diritto ad altre agevolazioni, per esempio l'esenzione dal ticket con il codice E03, riservata proprio ai titolari di assegno sociale e ai loro familiari a carico. Chi ha bisogno di assistenza continua può valutare anche l'indennità di accompagnamento, che non dipende dal reddito.

In sintesi

Nel 2026 l'assegno sociale vale fino a 546,24 euro al mese per tredici mesi. Spetta dai 67 anni a chi ha un reddito sotto 7.101,12 euro, o sotto 14.202,24 euro insieme al coniuge, e vive in Italia legalmente da almeno dieci anni. L'importo è la differenza tra la soglia e il reddito, si sospende dopo 29 giorni all'estero e va chiesto con una domanda. Per la propria situazione fanno fede l'INPS e i patronati.

Fonti ufficiali

Arcomsys è un sito privato di informazione sponsorizzata, pubblicato da Vladdha OÜ. Non è l'INPS, l'Agenzia delle Entrate, un'azienda sanitaria o un altro ente pubblico e non ha alcun legame con essi. Il sito non gestisce domande o pratiche di alcun tipo e non chiede compensi. Le cifre vengono dalle fonti ufficiali indicate, verificate alla data di pubblicazione (); gli esempi di calcolo sono illustrativi e non sono una promessa né la quantificazione di ciò che spetta a un singolo lettore. Non comunicare mai credenziali SPID, CIE o PIN, codice fiscale o coordinate bancarie a un sito in risposta a un articolo. Per la propria posizione fanno fede gli enti competenti, un CAF, un patronato o un professionista abilitato.

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