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Tasse · Approfondimento

Chi conta ancora come familiare a carico, ora che figli piccoli e fratelli sono usciti dal conto

In pochi anni le detrazioni per i familiari a carico sono cambiate due volte: prima con l'assegno unico, poi con la legge di bilancio 2025. Chi dà ancora diritto allo sconto, con quali limiti di reddito e con quali calcoli.

Figlio tra 21 e 29 anni
950 €
detrazione teorica, decresce col reddito
Genitore convivente
750 €
detrazione teorica
Reddito massimo del familiare
2.840,51 €
4.000 euro per i figli fino a 24 anni
Una famiglia di tre generazioni cena insieme nella sala da pranzo di casa, alla luce della lampada.
Fotografia illustrativa. Le persone ritratte non sono collegate ai casi descritti nell'articolo.
In questo articolo
  1. Due riforme in tre anni
  2. Il limite di reddito per essere a carico
  3. I figli: dai 21 ai 29 anni
  4. Genitori e nonni conviventi
  5. Chi è uscito dal conto
  6. Come si calcola la detrazione
  7. Sopra i 75.000 euro
  8. Cosa controllare
  9. In sintesi

Fino a pochi anni fa la dichiarazione dei redditi di una famiglia media conteneva una riga quasi automatica: le detrazioni per i figli, a volte per un genitore anziano o per un fratello senza reddito che viveva in casa. Oggi quella riga è molto più corta. Prima l'assegno unico, poi la legge di bilancio 2025 hanno ristretto il campo, e c'è chi continua a indicare familiari che non danno più diritto a nulla.

Due riforme in tre anni

Il primo cambiamento è arrivato il 1° marzo 2022, con l'assegno unico e universale pagato dall'INPS. Da quella data i figli sotto i 21 anni non danno più diritto alla detrazione IRPEF: il sostegno passa tutto dall'assegno. Restano però «a carico» per le altre agevolazioni, per esempio per poter detrarre le spese sostenute per loro.

Il secondo è arrivato con la legge 207 del 2024, la legge di bilancio 2025, in vigore dal periodo d'imposta 2025. Ha introdotto un limite di età anche verso l'alto per i figli e ha ristretto gli «altri familiari» ai soli genitori e nonni conviventi. L'Agenzia delle Entrate ha spiegato le novità nella circolare 4/E del 16 maggio 2025.

Il limite di reddito per essere a carico

Prima ancora dell'età, conta il reddito del familiare. Si considera fiscalmente a carico chi ha un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Per i figli fino a 24 anni il limite sale a 4.000 euro. Basta superarlo di poco, per esempio con un lavoro estivo ben pagato, per perdere la qualifica per l'intero anno.

Il coniuge non legalmente separato che rispetta lo stesso limite di reddito resta a carico e dà diritto a una detrazione propria, che diminuisce al crescere del reddito di chi la chiede.

I figli: dai 21 ai 29 anni

Per i figli la detrazione teorica è di 950 euro ciascuno e spetta dal mese in cui compiono 21 anni fino al mese prima di compierne 30. Dai 30 anni in su il figlio non dà più diritto alla detrazione, anche se vive in casa e non ha reddito.

Fanno eccezione i figli con disabilità accertata ai sensi della legge 104: per loro la detrazione spetta a qualsiasi età a partire dai 21 anni, e si può sommare all'assegno unico. Dal 2025 sono equiparati ai figli anche quelli affiliati e i figli conviventi del coniuge deceduto.

La detrazione per i figli si divide di norma al 50 per cento tra i genitori non separati; si può attribuire per intero al genitore con il reddito più alto se i due sono d'accordo.

Genitori e nonni conviventi

Tra gli «altri familiari» sono rimasti solo gli ascendenti conviventi: genitori e nonni che vivono con il contribuente. La detrazione teorica è di 750 euro per ciascuno, divisa tra chi ne ha diritto in proporzione all'onere sostenuto. La convivenza è decisiva: un genitore che vive da solo, anche se aiutato economicamente, non è più a carico ai fini di questa detrazione.

Chi è uscito dal conto

Dal periodo d'imposta 2025, anche se conviventi e senza reddito, non danno più diritto alla detrazione per familiari a carico:

  • il coniuge legalmente separato;
  • i nipoti;
  • generi e nuore;
  • suoceri;
  • fratelli e sorelle.

C'è poi una regola specifica per chi non è cittadino italiano, di un paese dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo: non può chiedere la detrazione per i familiari che risiedono all'estero.

Un punto ancora controverso. Per le spese pagate a favore dei familiari esclusi, per esempio una visita medica del suocero, le indicazioni ufficiali non sono uniformi: la circolare 4/E del 2025 e le istruzioni al modello 730/2026 non dicono la stessa cosa. In questi casi conviene chiedere conferma al proprio CAF prima della dichiarazione.

Come si calcola la detrazione

I 950 e i 750 euro sono importi teorici. Quello effettivo diminuisce con il reddito di chi la chiede, secondo due formule:

  • figli: 950 × (95.000 − reddito complessivo) / 95.000. La cifra di 95.000 aumenta di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo;
  • ascendenti: 750 × (80.000 − reddito complessivo) / 80.000.
Esempio illustrativo
Una figlia di 25 anni e una madre in casa

Roberto, 56 anni, ha un reddito complessivo di 30.000 euro. In casa vivono la figlia di 25 anni, studentessa senza reddito, e la madre di 81 anni, che ha una pensione di 2.400 euro l'anno. La moglie ha un reddito proprio e si divide con lui la detrazione per la figlia.

FamiliareCalcoloDetrazione
Figlia, 25 anni950 × 65.000 / 95.000 = 650, al 50%325,00 €
Madre convivente750 × 50.000 / 80.000468,75 €
Totale per Roberto793,75 €

Calcolo della redazione con le formule dell'articolo 12 del TUIR. Se la madre avesse una pensione di 3.000 euro, oltre il limite di 2.840,51, non sarebbe a carico. Se vivesse da sola, nemmeno.

Sopra i 75.000 euro

Dal 2025 chi ha un reddito superiore a 75.000 euro ha anche un tetto complessivo a molte detrazioni per spese (articolo 16-ter del TUIR). Il tetto parte da un importo base di 14.000 euro, che scende a 8.000 sopra i 100.000 euro di reddito, moltiplicato per un coefficiente che dipende dai figli a carico: 0,50 senza figli, 0,70 con uno, 0,85 con due, 1 con tre o più oppure con un figlio con disabilità. Anche per questo, avere figli a carico conta più di quanto sembri.

Cosa controllare

  • L'età di ogni figlio mese per mese: la detrazione inizia nel mese dei 21 anni e finisce nel mese prima dei 30.
  • Il reddito di ogni familiare, compresi lavori occasionali e borse di studio tassate.
  • La convivenza effettiva dei genitori, che di solito risulta dallo stato di famiglia anagrafico.
  • Che nel modello precompilato non siano rimasti familiari esclusi, riportati per abitudine dagli anni precedenti.
  • Che i figli sotto i 21 anni ricevano l'assegno unico, che oggi prende il posto della detrazione.

Chi assiste un genitore non autosufficiente trova le agevolazioni per badanti e collaboratori domestici in un articolo dedicato; chi ha un mutuo sulla casa, le regole per gli interessi in quest'altro.

In sintesi

Oggi la detrazione per familiari a carico riguarda il coniuge, i figli tra i 21 e i 29 anni, i figli con disabilità di qualsiasi età dai 21 in su e i genitori o nonni conviventi. Tutti devono avere un reddito entro 2.840,51 euro, o 4.000 euro per i figli fino a 24 anni. Fratelli, suoceri, nipoti, generi e nuore non danno più diritto alla detrazione. L'importo effettivo scende al crescere del reddito di chi la chiede.

Fonti ufficiali

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