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Famiglia · Approfondimento

Perché due famiglie con lo stesso stipendio possono avere un ISEE molto diverso

L'ISEE apre o chiude la porta a decine di prestazioni, dall'assegno unico all'esenzione per alcune rette. Ma non è il reddito: è un indicatore che pesa anche risparmi, casa e famiglia. Come si calcola e quando conviene rifarlo.

Patrimonio che entra nel calcolo
20 %
del valore, sommato ai redditi
Franchigia casa di abitazione
52.500 €
91.500 per alcune prestazioni dal 2026
Titoli di Stato esclusi
50.000 €
con buoni e libretti postali
Una coppia sulla quarantina esamina dei documenti al tavolo di cucina mentre i figli fanno i compiti.
Fotografia illustrativa. Le persone ritratte non sono collegate ai casi descritti nell'articolo.
In questo articolo
  1. Un indicatore, non un reddito
  2. La formula in tre passaggi
  3. Quali anni si guardano
  4. Due famiglie, stesso ISE
  5. La casa e i titoli di Stato
  6. Le novità del 2026
  7. ISEE ordinario, sociosanitario, corrente
  8. Come si chiede e quanto dura
  9. In sintesi

Due famiglie dello stesso palazzo, con buste paga quasi identiche, chiedono lo stesso bonus. Una lo ottiene, l'altra no. Non è un errore dell'INPS: è il modo in cui funziona l'ISEE, l'indicatore della situazione economica equivalente. Pesa i redditi, ma anche i risparmi, la casa e il numero delle persone in famiglia. Ed è diventato la chiave d'accesso a decine di prestazioni, dall'assegno unico per i figli alle rette agevolate, fino alla prestazione universale per gli ultraottantenni.

Un indicatore, non un reddito

L'ISEE è regolato dal DPCM 159 del 2013. Non misura quanto guadagna una persona, ma la condizione economica di un intero nucleo familiare, resa confrontabile con quella di famiglie di dimensioni diverse. Per questo non va confuso con il reddito fiscale: alcune agevolazioni, come l'esenzione dal ticket per età e reddito o l'assegno sociale, guardano ancora al reddito e non all'ISEE.

La formula in tre passaggi

  1. Indicatore dei redditi (ISR): i redditi di tutti i componenti, con alcune detrazioni previste dal decreto, come una parte dell'affitto pagato.
  2. Indicatore del patrimonio (ISP): immobili e patrimonio mobiliare, cioè conti, depositi, titoli, con alcune franchigie. Il 20 per cento dell'ISP si somma all'ISR e insieme formano l'ISE.
  3. Scala di equivalenza: l'ISE si divide per un coefficiente che cresce con il numero dei componenti. Il risultato è l'ISEE.
Scala di equivalenza di base (DPCM 159/2013, allegato 1)
Componenti del nucleoCoefficiente
11,00
21,57
32,04
42,46
52,85
Ogni componente in più+0,35

Il coefficiente aumenta ancora di 0,2 con tre figli, di 0,35 con quattro e di 0,5 con cinque o più. Sono previste altre maggiorazioni, per esempio per i componenti con disabilità.

Quali anni si guardano

Un dettaglio che spiega molte sorprese: l'ISEE usa i redditi del secondo anno precedente e il patrimonio posseduto al 31 dicembre dello stesso anno. Chi presenta la dichiarazione nel 2026 indica quindi i redditi del 2024 e il patrimonio al 31 dicembre 2024. Un lavoro perso nel 2025, o un'eredità ricevuta nello stesso anno, non compaiono ancora.

Due famiglie, stesso ISE

Esempio illustrativo
Lo stesso ISE di 30.000 euro, diviso in modo diverso
NucleoCoefficienteISEE
Coppia senza figli1,5719.108,28 €
Coppia con due figli2,4612.195,12 €
Coppia con due figli, scala 2026 per l'assegno unico2,5611.718,75 €

Calcoli della redazione: ISE diviso per il coefficiente della scala di equivalenza. L'ultima riga applica la maggiorazione di 0,1 per due figli prevista dalla legge di bilancio 2026 solo per alcune prestazioni familiari.

La casa e i titoli di Stato

La casa di abitazione entra nel patrimonio con il suo valore ai fini IMU, al netto del mutuo residuo, ma con una franchigia di 52.500 euro, aumentata di 2.500 euro per ogni figlio convivente dopo il secondo. Della parte che supera la franchigia si conteggiano i due terzi.

Nel patrimonio mobiliare, invece, sono esclusi fino a 50.000 euro complessivi di titoli di Stato, buoni fruttiferi e libretti di risparmio postali, per effetto della legge di bilancio 2024. Chi ha risparmi investiti in quella forma può quindi avere un ISEE più basso di chi ha la stessa somma sul conto corrente.

Esempio sulla casa. Una famiglia con due figli possiede la casa in cui vive, con un valore ai fini IMU di 112.500 euro e nessun mutuo. Con le regole ordinarie entrano nel patrimonio 40.000 euro (due terzi di 60.000), che aggiungono 8.000 euro all'ISE. Con le regole 2026 per l'assegno unico la franchigia sale a 94.000 euro: entrano 12.333,33 euro, che aggiungono 2.466,67 euro. Calcolo della redazione, valido solo fuori dai capoluoghi delle città metropolitane.

Le novità del 2026

La legge di bilancio 2026 (legge 199 del 2025, articolo 1, comma 208) ha introdotto regole più favorevoli, in vigore dal 1° gennaio 2026, ma solo per alcune prestazioni: assegno di inclusione, supporto per la formazione e il lavoro, assegno unico, bonus asilo nido e bonus per i nuovi nati. Per queste:

  • la franchigia sulla casa di abitazione sale a 91.500 euro, o 120.000 euro nei comuni capoluogo delle città metropolitane, più 2.500 euro per ogni figlio dopo il primo;
  • la scala di equivalenza aumenta di 0,1 con due figli, 0,25 con tre, 0,40 con quattro e 0,55 con cinque o più.

L'INPS lo chiama «ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione». Per tutte le altre prestazioni, comprese molte di quelle per anziani e disabili, restano le regole ordinarie. Sempre dal 2026, le dichiarazioni presentate tramite CAF sono di regola in modalità precompilata.

ISEE ordinario, sociosanitario, corrente

Esistono più versioni dell'indicatore, calcolate sulla stessa dichiarazione:

  • l'ISEE ordinario, quello standard;
  • l'ISEE sociosanitario, per le prestazioni rivolte a persone adulte con disabilità o non autosufficienti: considera un nucleo ristretto, formato da coniuge e figli. È quello richiesto per la prestazione universale per gli over 80. L'indennità di accompagnamento non entra nei redditi dell'ISEE;
  • l'ISEE minorenni e l'ISEE università, con regole particolari sul genitore non convivente e sullo studente;
  • l'ISEE corrente, che aggiorna l'indicatore quando la situazione è cambiata: perdita o sospensione del lavoro, fine di una prestazione, oppure una variazione dei redditi superiore al 25 per cento. Vale sei mesi se si aggiornano solo i redditi.

Come si chiede e quanto dura

Si presenta la DSU, la dichiarazione sostitutiva unica, all'INPS online, a un CAF, al Comune o all'ente che eroga la prestazione. Con il portale unico ISEE si può usare la versione precompilata, dopo che tutti i componenti maggiorenni l'hanno autorizzata con SPID, CIE o CNS. L'attestazione vale fino al 31 dicembre dell'anno in cui la dichiarazione è stata presentata.

  • Rifarla a gennaio se si ricevono prestazioni che la richiedono, come l'assegno unico.
  • Valutare l'ISEE corrente dopo una perdita del lavoro o un forte calo dei redditi.
  • Aggiornarla dopo un cambiamento del nucleo: un decesso, una separazione, un figlio che esce di casa. Dopo una successione o una donazione cambia anche il patrimonio.
  • Controllare saldi e giacenze medie dei conti, che sono la fonte più frequente di errori e difformità.

In sintesi

L'ISEE somma i redditi di due anni prima e il 20 per cento del patrimonio, poi divide per un coefficiente che cresce con la famiglia. Per questo due nuclei con lo stesso stipendio possono avere valori molto diversi. Dal 2026, solo per assegno unico, bonus nido, bonus nuovi nati e misure di inclusione, valgono una franchigia più alta sulla casa e una scala più favorevole per i figli. Si rinnova ogni anno e si può aggiornare in corso d'anno con l'ISEE corrente.

Fonti ufficiali

Arcomsys è un sito privato di informazione sponsorizzata, pubblicato da Vladdha OÜ. Non è l'INPS, l'Agenzia delle Entrate, un'azienda sanitaria o un altro ente pubblico e non ha alcun legame con essi. Il sito non gestisce domande o pratiche di alcun tipo e non chiede compensi. Le cifre vengono dalle fonti ufficiali indicate, verificate alla data di pubblicazione (); gli esempi di calcolo sono illustrativi e non sono una promessa né la quantificazione di ciò che spetta a un singolo lettore. Non comunicare mai credenziali SPID, CIE o PIN, codice fiscale o coordinate bancarie a un sito in risposta a un articolo. Per la propria posizione fanno fede gli enti competenti, un CAF, un patronato o un professionista abilitato.

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